La dieta a zona, ideata da Barry Sears, rappresenta sicuramente una delle migliori in circolazione. Secondo questo regime la proporzione ideale dei nutrienti da assumere ad ogni pasto è in termini di calorie 40% carboidrati, 30% proteine e 30% grassi. Le calorie tuttavia non contano ma questa suddivisione innovativa consente un livello ottimale di energia, una diminuzione del grasso sottocutaneo e un incremento della massa muscolare.
Sono vietati cibi ad alto indice glicemico come pane, pasta mentre i grassi devono essere soprattutto monoinsaturi. Questa dieta è molto applicata in campo sportivo da squadre professionistiche con ottimi risultati ma si è visto che anche nella popolazione “normale” funziona molto bene.
I risultati della dieta a zona
Facendo delle statistiche possiamo dire che la ZONA funziona in almeno 9 soggetti su 10, permette di togliere molto grasso già dai primi giorni, la massa muscolare tende a rimanere decisamente intatta, la forza durante gli allenamenti muscolari può diminuire ma di poco e non si soffre la fame.
La difficoltà maggiore sta’ nella scelta e nella preparazione dei pasti: i carboidrati presenti nella grande distribuzione presentano quasi tutti livelli di indice glicemico medio-alti e quindi si rischia di essere ripetitivi nella scelta. Inoltre occorre prepararsi a casa tutti gli spuntini della giornata per evitare di sbagliare ed uscire quindi dalla zona.
Inoltre dopo un mese o due alcuni soggetti accusano sensazioni di spossatezza e malessere generale dovuti dalla carenza del GLA (acido gamma linoleico) che dopo i trent’anni tende a diminuire. Nonostante la ZONA rinvigorisca la produzione di GLA a volte non basta, gli eicosanoidi “buoni” diminuiscono causando questo stato di affaticamento fisico e mentale. Integrando però questo regime con cibi contenenti EPA (un acido grasso essenziale) come salmone, sardine, sgombro si sovviene a questo problema abbastanza facilmente.
I blocchetti della zona
Questo regime di alimentazione prevede la suddivisione in blocchi.
Un blocco in ZONA è il risultato di 1 mini blocco di carboidrati + 1 mini blocco di proteine + 1 mini blocco di grassi. Un mini blocco di carboidrati contiene 9 gr di carboidrati, un mini blocco di proteine contiene 7 gr di proteine e un mini blocco di grassi contiene 3 gr di grassi (in alcuni testi troviamo 1,5gr di grassi)
Esistono delle tabelle di riferimento che ci aiutano a capire e scegliere bene sia dal punto di vista qualitativo che dal punto di vista quantitativo. Occorre capire, a seconda dell’obiettivo, quanti blocchi in zona dobbiamo mangiare al giorno e suddividerli con buon senso per il numero di pasti della giornata.
Per esempio un soggetto che deve consumare 20 blocchi può suddividerli in questo modo: 4 blocchi a colazione, 2 blocchi nello spuntino del mattino, 6 blocchi a pranzo, 2 blocchi nello spuntino del pomeriggio e 6 blocchi a cena.
La qualità della zona
La zona prevede assolutamente una scelta di qualità che dovrebbe essere la stessa in tutti gli altri tipi di dieta. I carboidrati sono a basso indice glicemico e derivanti soprattutto da frutta e verdura. I grassi devono essere monoinsaturi e polinsaturi e quindi di origine vegetale: olio extra vergine di oliva, mandorle, noci, nocciole la fanno da padrone. Le proteine devono essere di origine animale perché sono più bio-disponibili di quelle vegetali e vengono dunque assimilate meglio dal nostro organismo.
E’ sicuramente una delle migliori diete in circol azione perché se ben fatta dà risultati estetici notevoli e in termini di benessere e di prevenzione verso molte malattie riveste un ruolo davvero importante.
Gianmario Pellegrini
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