Intolleranze

Intolleranza al lattosio

Intolleranza al lattosio. Una delle più comuni intolleranze soprattutto nell’ultimo decennio e quella riferita al lattosio. Il lattosio è uno zucchero (un disaccaride) e rappresenta il 98% degli zuccheri presenti nel latte; è contenuto anche nei suoi derivati (formaggi e yogurt) e in prodotti a base di siero del latte.

Il lattosio viene inoltre aggiunto durante la preparazione di molti alimenti e per questo motivo lo ritroviamo non solo nei latticini ma anche in altri prodotti alimentari come salumi, salse, budini, pane, cibi in scatola, prodotti da forno , pasticcini, minestre, cioccolato al latte.
Il lattosio puro è anche usato come eccipiente almeno nel 20% dei farmaci in commercio.
Le persone che soffrono di una seria intolleranza dovrebbero quindi prestare particolare attenzione all’elenco degli ingredienti e leggere sempre attentamente le etichette.

 

Definizione di intolleranza al lattosio

Si definisce intolleranza al lattosio una reazione avversa, non allergica, a questo nutriente tipicamente contenuto nel latte, nei derivati e negli alimenti che lo contengono. Da sapere invece che l’allergia al latte non riguarda la componente glucidica ma le proteine dell’alimento e scatena una reazione diversa.

Chi soffre di questa intolleranza ha un problema parziale o totale dell’enzima Lattasi e durante i processi digestivi non riesce a scomporlo nei due monosaccaridi che lo costituiscono. Diventa così non assorbibile e arrivato nell’intestino crasso provoca disturbi come mal di pancia, gonfiore, diarrea, meteorismo.

 

Come faccio a riconoscere l’intolleranza al lattosio?

La prima cosa da fare è prestare attenzione a questi sintomi e riferire al medico per ricorrere successivamente a test specifici che dimostrino con precisione il grado di intolleranza. Solitamente si parla di intolleranza lieve, moderate e grave.

Il test più noto è il Breath Test, eseguito attraverso li respiro: si somministrano 2 g di lattosio e poi si esaminano i gas espirati dopo l’assunzione. Il soggetto dovrà semplicemente soffiare in una cannuccia e se il tasso di idrogeno nell’aria espirata risulta elevato è possibile diagnosticare una fermentazione intestinale della flora batterica del colon dello zucchero non assorbito.

 

Il latte delattosato

Questo tipo di latte permette ai soggetti intolleranti di non correre li rischio di soffrire di questi fastidiosi disturbi. Grazie all’idrolisi il lattosio viene infatti scomposto nei due monosaccaridi che lo costituiscono e il latte diventa così più digeribile e dolce.

Esistono in commercio altri tipi di latte. Quelli vegetali sono ottenuti da cereali o da legumi come la soia, da frutti come il cocco e da semi oleosi come la mandorla.

Il latte di soia è sicuramente quello che più si avvicina a quello vaccino perché garantisce comunque un elevata quantità proteica. Anche il latte di riso è una valida alternativa ma risulterà molto più dolce rispetto a quello di soia.

Si può tranquillamente seguire una dieta senza lattosio visto che i prodotti privi di questo zucchero sono moltissimi in commercio. Vi consigliamo il consumo di parmigiano e altri formaggi stagionati per assumere una giusta quantità di proteine e calcio. Mangiare senza lattosio non significa rinunciare al gusto e alla sana nutrizione, rimane fondamentale leggere le etichette e sperimentare nuove ricette.

 

Gianmario Pellegrini

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Gianmario Pellegrini

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