Attività fisica e allenamento

La mobilità articolare

Differenza tra articolarità e flessibilità

Quel settore di capacità che noi chiamiamo mobilità articolare viene chiamato da altri autori, usando un sinonimo, articolarità.

Per articolarità si intende la capacità di eseguire movimenti volontari con una grande ampiezza d’escursione in determinate articolazioni. Invece il concetto di flessibilità, oltre a ciò, si riferisce anche di più alla capacità di allungamento dei muscoli, dei tendini, dei legamenti e descrive anche l’elasticità del muscolo scheletrico in generale.

Perchè è importante allenare la mobilità

L’allenamento della mobilità articolare ha il compito di migliorare le qualità elastiche della muscolatura, di sviluppare la forza necessaria, di utilizzare volutamente l’escursione articolare anatomicamente possibile delle articolazioni e migliorare le prestazioni coordinative riflesse della muscolatura.

La mobilità articolare è una capacità che dipende dal momento della giornata, dalla temperatura corporea e dalla fatica; inoltro è un presupposto fondamentale della motricità umana, soprattutto di quella sportiva. E’ una componente del processo di allenamento che non può essere assolutamente trascurata. Si può affermare che solitamente nella pratica dell’allenamento, alla mobilità viene attribuita poca
importanza e vengono eseguiti pochi esercizi standard e con un approccio “fastidioso”.

Una mobilità articolare ottimale invece permette di realizzare senza ostacoli impegni di forza, prestazioni di rapidità e riduce il pericolo di infortuni come stiramenti e strappi muscolari.

Definiamo alcuni concetti sulla mobilità

Per mobilità generale: si indica un livello medio di mobilità nei principali sistemi articolari. Però questa misura media è poco importante per lo sport e l’atleta deve andare al di là di essa se vuole sfruttare le sue potenzialità coordinative e condizionali. Per questo una mobilità articolare generale superiore alla media è un obbiettivo permanente dell’allenamento di tutti gli sport.

La mobilità articolare speciale  è necessaria secondo modalità che sono specifiche di ciascun sport e mira a quelle richieste “particolari” di mobilità che sono proprie dello sport praticato. Per questo gli sport che hanno un particolare modello di richiesta di mobilità articolare hanno elaborato propri programmi di sviluppo che arrivano fino all’allenamento di completamento della tecnica.

La mobilità attiva di una articolazione è la massima escursione che può essere raggiunta autonomamente, senza aiuti, con la sola attività muscolare. In questo caso troviamo un’azione limitativa della prestazione da parte della capacità di allungamento e della forza degli antagonisti.

Con mobilità passiva si definisce quella forma di mobilità in una articolazione che può essere raggiunta grazie all’azione di forze esterne (partner, attrezzi, proprio peso corporeo). Di regola è maggiore di quella attiva.

La ginnastica posturale che tratteremo nello specifico in un altro articolo si basa moltissimo sulla mobilità attiva ed è negli ultimi decenni uno degli approcci più utilizzati per portare alla risoluzione di fastidi muscolari e accorciamenti delle catene muscolari del nostro corpo.

 

Gianmario Pellegrini

 

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Gianmario Pellegrini

Gianmario Pellegrini