La propriocettivià
La propriocettività è la capacità, indipendentemente dalla vista, di percepire il proprio corpo all’interno di uno spazio. E’ a velocità con la quale in maniera ottimale il sistema nervoso riceve due imput contemporaneamente: quello della direzione, accelerazione, forza, velocità e quello che viene dato in risposta dai muscoli, tendini e articolazioni.
Questa attitudine è regolata da una parte del nostro cervello, che in condizioni di normalità, funziona correttamente. Inoltre i propriocettori hanno uno stretto legame con i riflessi midollari, che servono al nostro corpo per reagire a situazioni dannose o ritenute tali dal nostro corpo. La percezione propriocettiva la si accumula con il tempo in maniera naturale, con i segnali inviati tra la corteccia cerebrale e le periferiche (braccia, gambe, etc.) che si unisce alle esperienze e alla memoria.
L’allenamento propriocettivo cos’è, a cosa serve e come si svolge
Dal momento in cui si subiscono dei traumi (per esempio rottura del ginocchio), si ha bisogno di rieducare il “cervello” e quindi il corpo, allo stato di normalità tramite l’allenamento propriocettivo.
L’allenamento propriocettivo infatti è composto da un insieme di esercizi che creano situazioni di instabilità allo scopo di valutare e migliorare i segnali inviati in particolare dalle gambe e dalle braccia e risulta essere essenziale per riacquisire le normali capacità articolari e posturali. L’allenamento propriocettivo inoltre va praticato non solo quando il trauma è già presente, ma anche come sorta di prevenzione, per aumentare il controllo della muscolatura evitando quindi di ridurre al minimo le contrazioni.
Nell’allenamento sportivo, l’allenamento propriocettivo ha grande importanza per chi svolge azioni veloci di cambi di intensità e di direzione. Durante queste attività infatti la percentuale di traumi e distorsioni è probabile, ecco perchè in questi casi l’allenamento propriocettivo che servirà all’atleta sarà quello di mantenere la posizione in situazione di instabilità e in caso di correggere velocemente gli sbilanciamenti.
Questi esercizi vanno sempre effettuati a piedi scalzi e si basano su sollecitazioni controllate e attuate sulle articolazioni, utilizzando carichi o in scarico, a terra o adoperando tavolette, palla tool, fitball, resizer, temix, palla, palla da tennis,airex, boucer, skymmi, bosu, trampolini e molto altro.
Infine per intensificare e rendere più difficile l’allenamento è possibile eseguirlo ad occhi chiusi, in quanto questi recettori del senso insieme ai propriocettori danno le esatte informazioni di dov’è collocato il nostro corpo all’interno di uno spazio.
Gianmario Pellegrini